20-11-2021 Doppio Tiravento

Tra le uscite a cui non avevo ancora partecipato c’era quella del Monte Tiravento, sull’appenino Forlivese, e sapevo che anche Davide (l’ingegnere) e Stefano avevano intenzione di andarlo a fare in questi giorni ed a nulla è servita l’opera di convincimento da me operata per proporlo in primavera, verso inizio maggio, con giornate più lunghe e tiepide.

Tant’è, prendere o lasciare, mi decido ad aggregarmi alla compagnia anche se pieno di dubbi sulla mia “adeguatezza” per un giro descritto come impegnativo tecnicamente, pieno di gradini e gradoni, brecciolino e zone con terreno umido e scivoloso ed una seconda salita (già perché il  programma non è solo il Monte Tiravento ma il doppio Tiravento) decisamente impegnativa per tirarsi dietro un mtb elettrica da 25 chili. Con l’aiuto del Due (alias Incerti Enrico)  mi decido a cambiare gomme alla MTB sostituendo quelle ormai diventate delle slick con quelle acquistate da un po’ ma ancora parcheggiate sugli scaffali della cantina (decisione fondamentale).

Sveglia alle 5,25, ritrovo da Davide alle 6,10 (perché alle 6,15 non era sufficiente e mi avrebbe mollato per andare da solo all’appuntamento con il resto della compagnia: Stefano Ferretti, Claudio Torreggiani ed il “Niro”). Sistemazione delle 5 mtb sulla Zafira 9 posti di Torreggiani e partenza alle 6,30 in punto come programmato da Davide (che mi aveva anche rifornito di due luci per un eventuale rientro in notturna).

Durante il viaggio mi continuavano a venire in mente le strofe della canzone di De Andrè “la guerra di Piero” (1966):

Ninetta mia, a crepare di maggio
Ci vuole tanto, troppo coraggio
Ninetta bella, dritto all’inferno
Avrei preferito andarci d’inverno

Fabrizio De Andrè

Pensando al fatto che io avrei preferito fare questo giro proprio in maggio.      

Comunque arriviamo a Premilcuore ed i preparativi per la partenza si svolgono lungo la via che costeggia il fiume Rabbi, completamente in ombra e con un freddo umido notevoli, nonostante la giornata lì sia splendida (non come durante il viaggio, in gran parte avvenuto con nebbia bagnaticcia che faceva azionare il tergicristalli).

Ci sbrighiamo quindi a partire e subito dobbiamo correggere la traccia perché il ponte su cui passava il percorso non esiste più da alcuni anni. Si costeggia il torrente sulla destra orografica fino ad incontrare un vecchio ponte che sovrasta delle cascate (tutti luoghi debitamente segnalati sulla traccia di Davide come da non perdere). Si prosegue poi, sempre in ombra, per un bel tratto fino a che, passati sull’altra sponda e guadagnato l’asfalto, si vede finalmente il sole e ci si  può togliere il giubbino felpato fino ad allora risultato indispensabile.

Mulino Mengozzi (vicino a Fiumicello)

La salita prosegue dolcemente su asfalto finché, giunti a Fiumicello, si fa una breve deviazione per andare ad ammirare il Mulino Mengozzi, un vecchio mulino completamente restaurato e rimesso in grado di funzionare.

Cascata poco sotto il Mulino Mengozzi

Riprendiamo la salita prima su asfalto poi su strada bianca ed in breve si giunge al rifugio Pian di Rocchi, breve sosta poi io e Davide ci avvantaggiamo sul resto della compagnia intenta nel pit-stop e lentamente affrontiamo i tornanti fino a guadagnare quota 1.090 dove la carraia cambia versante e rimane in quota fino ad arrivare, con alcune ondulazioni, al punto in cui si devia sul sentierino che ci porta verso il Monte Tiravento.

Vista dal Rifugio Pian Di Rocchi

Qui inizia la parte tecnica ma, contrariamente a quello che mi aspettavo, non risulta cosi ostica e, salvo qualche passaggio, riesco a proseguire divertendomi senza sentirmi troppo in apprensione (grazie anche alla gommatura nuova di zecca).

Salita verso il Monte Tiravento
Nei pressi della cima del Monte Tiravento

Giunti al Tiravento si torna leggermente indietro e si prende un sentierino in ripida discesa, molto umido, dove il controllo della mtb non è dei più agevoli ma, superato il primo pezzo, la pendenza si addolcisce e, una volta usciti dal bosco, inizia un tratto di crinale con brecciolino, piccoli salti, ed un panorama fantastico che ci fa apprezzare il fatto di essere in pieno sole rispetto alla vasta coltre di nebbia che si scorge in lontananza e si insinua nelle vallate.

Discesa dal Monte Tiravento verso Sant’Agata di Montalto

Per un buon tratto la discesa risulta essere alla mia portata poi, giunti nei pressi della Torre di Montalto, si fa più impegnativa e per un po’ rinuncio a restare in sella per non guastare la festa a me ed agli altri (ma in diversi passaggi non sono il solo).

Passaggio tecnico ed esposto nei pressi della Torre di Montalto

Giunti a valle si riprende la salita per il “doppio” Tiravento, dapprima su asfalto, poi carraia (con ‘sosta panino’ al sole ad una temperatura quasi primaverile), di nuovo asfalto e di nuovo carraia che poi cede il posto ad un sentiero ripido, con diversi dislivelli da superare, a tratti anche un po’ esposto, dove avrei fatto volentieri cambio con una bici “muscolare” dal peso ben più contenuto.

Inizio della seconda risalita verso il Monte Tiravento per il crinale del Monte Rotondo

Superato a fatica questo tratto e giunti in vetta al Monte Rotondo con tanto di croce lignea e vista sul mare di nebbia stagnante sulla pianura (che da qui sembra più vicina), ci aspetta un tratto più abbordabile ma un breve passaggio nel bosco su un sentierino stretto, in salita ripida, e con un terreno che definire saponoso è un eufemismo, mi fa quasi rimpiangere il precedente. Comunque, superata anche questa difficoltà, si giunge presto al culmine del secondo Tiravento ed inizia la discesa finale.

Claudio in un bel passaggio tecnico della discesa dal Monte Tiravento verso Premilcuore

Anche qui non mancano passaggi che non mi sento di affrontare in sella ma tutto sommato non sono neppure numerosi e sono brevi. Giungiamo così in 4 (il Niro ci aveva distanziato da un po’) ad un bivio dove il provvidenziale intuito di Stefano ci fa dubitare del percorso presente sulla traccia ed una telefonata al Niro ci conferma che, se lui se l’è fatta quasi tutta a piedi, a noi conviene comunque prendere l’altra direzione, qualunque sia la sua classificazione (M2) ed i dubbi di Davide a cui non era piaciuta. Alla fine questa variante non si rivela particolarmente impegnativa (un solo passaggio mi ha fatto scendere per un metro dalla bici) ma un po’ insidiosa per via del fondo a volte sassoso o con radici e, soprattutto, umido (tanto che a Claudio un tronchetto di protezione del sentiero fa partire la ruota anteriore e restare in piedi, in questi casi, è pressoché impossibile).

In breve si è di nuovo alla macchina senza aver avuto bisogno delle luci notturne, il che mi avrebbe molto preoccupato visto che non amo le uscite in notturna e non ne ho mai fatta una. Completate le operazioni di carico, prima di affrontare il viaggio di ritorno, ci si trasferisce nel bar-gelateria-piadineria a pochi  passi da lì (questa volta Stefano si è limitato e non ha cercato il locale dove gustare una fiorentina da 1,5 Kg) per un meritato spuntino.

Devo ringraziare Davide e Stefano per lo splendido percorso, impegnativo ma non “eccessivo”, che mi ha permesso di aumentare la mia autostima per le future uscite in mtb, e Claudio e il Niro per la simpatica compagnia.

Guido Bonilauri

Traccia GPX

Una opinione su "20-11-2021 Doppio Tiravento"

  1. Che dire ottimo commento,esaustivo dettagliato e chiaro,belle immagini,peccato non aver partecipato Bravo Guido

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