Alcune notizie sulla ventesima Transappenninica che partendo da Montefiorino ci porterà al Lido di Camaiore attraversando l’Appennino e le Alpi Apuane ovviamente facendo il più fuoristrada possibile, utilizzando sentieri e antiche vie di comunicazione. La traccia dell’itinerario proposto per questa edizione doveva seguire, in territorio Emiliano, l’antica Via Bibulca, una lenta e costante salita dal fiume Secchia a San Pellegrino in Alpe. Purtroppo una odiosa corsa in motocross, in parte sul nostro tracciato, ha fatto cambiare il nostro progetto relativo alla prima tappa. Per ovvi motivi di incopabilità e sicurezza abbiamo cambiato una buona parte del tracciato spostandoci in un’atra valle andando a ripercorrere (x 10 km) la strada Ducale Vandelli ; già fatta nella Prima Transappenninica (anno 2005) . Dopo venti edizioni rifare qualcosa credo ci possa stare … n.b. la foto di copertina scattata sulla Via Vandelli è appunto tratta dalla Transappenninica 2005
PROGRAMMA : SABATO 15 Giugno 2024
ore 6,45 : ritrovo partecipanti nel parcheggio del supermercato Conad Le Colline in via Rosa Luxemburg n°1 a Reggio Emilia. I partecipanti sono pregati di :
1 – Ritirare la tabella di marcia presentandosi da Guido.
2 – caricare il proprio bagaglio sull’apposito furgone (autista Marco).
3 – caricare personalmente la propria bici su uno dei due carrelli specifici.
* NON SARANNO ACCETTATE RICHIESTE DI EVENTUALI DANNI SUBITI DURANTE IL TRASPORTO.
ore 7,30 : partenza x trasferimento in autobus a Montefiorino.
ore 8,40 : arrivo a Montefiorino, scarico mtb e rituale foto di gruppo prima della partenza.

Tappa 1 : MONTEFIORINO – SANT’ANNAPELAGO (km 48 – disl. +1850)
Tappa breve ma con diverse salite molto ripide, non da sottovalutare.
Dopo solo 200 metri dalla partenza inizia una salita che porta nel centro di Montefiorino. Si tratta di un tratto molto breve (500 metri) ma con una pendenza da ascensore! In centro a Montefiorino c’è la possibilità di salire (a piedi) sulla torre del castello accompagnati da una guida che ci racconterà un po’ di storia sulla Repubblica di Montefiorino. * Chi è interessato a questo servizio (a pagamento) deve farmelo sapere al più presto. (km 2) Appena fuori il paese seguiamo la segnaletica della Via Bibulca, è un tratto con diversi stappi ripidi e sconnessi ; a questo proposito abbiamo aperto due piccole varianti segnalate da fiocchetti bianco-rossi (entrambe sono a sx del sentiero principale). – (km 5 loc. La Verna) Ritroviamo l’asfalto ma si continua a salire, prima di entrare nel bosco attraversiamo due prati dove durante la prova l’altezza dell’erba raggiungeva il manubrio. Speriamo in un taglio oppure….. beati gli ultimi * Un prodotto antizecche è comunque consigliato. – (km 9 – q.1000 loc. La Cà : FONTANA) il panorama si apre sulla valle del Dragone con la mole del monte Cimone in bella evidenza. Si continua a salire su carrareccia incontrando la segnaletica del sentiero n°1 dei Pifonchi mtb (gruppo di Frassinoro) che seguiremo per diversi km. Toccata quota 1250 scendiamo fino a raggiungere un piccolo borgo (km 12,5 – q 1000 loc. Venano : FONTANA). Qui il panorama si apre sulla valle del Dolo e sull’Appennino Reggiano. Riprendiamo a salire, qualche km in asfalto poi in fuoristrada raggiungiamo la quota 1340. * Attenzione questi boschi sono pieni di sentieri e soprattutto in discesa è facile sbagliare la direzione ! – Con una bella discesa raggiungiamo il centro di Frassinoro dove incontriamo i ragazzi dell’assistenza con il ristoro. (km 20 – q.1000 FRASSINORO : RISTORO)
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Riprendiamo a pedalare e troviamo subito un altro prato in salita con la possibilità di trovare l’erba altissima ; è un tratto breve prologo di una lunga, sporca discesa. Personalmente su questo tratto ho forato due volte su tre passaggi . Colgo l’occasione x rammentare ai partecipanti di partire con la bici in ordine e nello zaino un minimo di attrezzatura x eventuali riparazioni. – (km 25 – q. 840 – Torrente Dragone) Inizia ora una lunga (km 7) noiosa salita su strada asfaltata fino a incrociare la Via Vandelli, strada del 1700 che collegava il Ducato di Modena a Massa. – (km 32 – q.1260 – Passo Cento Croci). Lo sguardo si apre sulla valle del Torrente Scotenna La carrareccia è larga ben delineata con continui saliscendi mai però estremi. Incontriamo il casone Guerri (quello della foto di copertina) costituito da una capanna celtica con il tetto a gradoni. Continuando sempre sulla strada ducale Via Vandelli arriviamo ad un caseggiato, recentemente ristrutturato. – (km 37 – q. 1260 -loc. La Fabbrica : FONTANA) In passato era una importante stazione di sosta, alla fine dell’edificio si trova un bel lavatoio d’epoca con incisa la data del 1752. Proseguendo lungo il sentiero incontriamo le rovine di un altro antico luogo di sosta, oggi in abbandono, e poco dopo ci compare la strana sagoma del Sasso Tignoso (1460 m) rupe ofiolitica ben riconoscibile per la sua particolare conformazione. Mai nome fu così azzeccato, però quando vedrete il Sasso Tignoso avrete praticamente finito le vostre fatiche ! Da qui lo sterrato prosegue quasi in piano fino a intersecare una strada. – (km 42 – q.1310 – loc. Casa Giovannone). Lasciamo la Via Vandelli e prendendo a sx una strada e poi, con un sentiero, scendiamo fino a raggiungere il paese di Sant’Anna Pelago dove finisce la prima tappa. Saremo tutti ospitati presso l’albergo Guerri (RICOVERO BICI – CENA – PERNOTTAMENTO e COLAZIONE.



Tappa 2 : SANT’ANNAPELAGO – VERNI (km 51 – disl.+1550 percorso hard) – (km 57 – disl. + 1520 percorso tour)
La seconda tappa prevede 2 tracciati sostanzialmente uguali, la seconda proposta prevede un tratto più lungo x evitare una discesa difficile. In entrambe le tracce la salita si concentra soprattutto nella parte iniziale del percorso, nei primi 15 km. Oggi non sono previsti ristori gestiti da Off Road lungo il percorso ; ognuno si deve organizzare come meglio crede : panini.. oppure avvalersi dei rifugi indicati di seguito : Km 13 rifugio Burigone, km 26 rifugio Santi, km 41 Barga. A questi sul percorso “soft” si aggiungono due Bar-ristoranti : km12 loc. San Pellegrino in Alpe, km 32 loc. Renaio
L’orario di partenza sarà comunicato la sera precedente, al momento contiamo di lasciare Sant’Annapelago alle 9,30. Risaliamo lungo una stradina asfaltata fino a intersecare la Via Vandelli che in questo tratto costeggia, entra e esce dalla strada prov.324 del Passo delle Radici. Tutta questa area boschiva è chiamata “Selva Romanesca”, poiché fin dall’epoca medievale era zona impervia e isolata. Non senza fatica si giunge a valicare il crinale al Passo del Lagadello (km 10 – q.1650) dove si trova un antico termine confinario del 1786. Prendendo una strada sterrata si arriva a un bel punto panoramico e in breve al Giro del Diavolo (km 11,5 – q.1550) caratterizzato da un cumulo di pietre in un pianoro erboso. Le pietre sono state accumulate qui nel corso dei secoli, dai pellegrini diretti al santuario di San Pellegrino in Alpe, come segno di devozione. A giudicare dal cumolo delle pietre la tradizione era molto sentita !

Lasciamo la strada sterrata per raggiungere il rifugio Burigone; ci sono due possibilità: seguire il sentiero segnato per il rifugio (più diretto) oppure per i più devoti scendere al borgo di San Pellegrino in Alpe (soluzione che mi sento di consigliare a chi non c’è mai stato). Da qui su strada sterrata si raggiunge il rifugio e la traccia principale. – Rifugio Burigone (km 13 – q.1400) Ricominciamo a salire su strada sterrata fino a imboccare il sentiero di crinale Cai 00 ; vale la pena fermarsi x godere dello spettacolo unico del susseguirsi delle montagne più belle che dividono Frignano e Garfagnana e, alle nostre spalle le cime dell’Appennino Reggiano. Il tutto sotto l’occhio vigile del monte Cimone.



– Bassa del Saltello (km 20 – q.1599) Lasciamo il sentiero cai 00 e pedalando su una larga e lunga mulattiera con vista sulle Alpi Apuane arriviamo al Rifugio Santi (km 27 – q.1310) . Quì dovremo scegliere se scendere sul ripido sentiero cai 30 (percorso hard) o scegliere la variante più lunga ma priva di difficoltà. I due tracciati si ricongiungono sulle rive del torrente Corsonna a quota 500 mslm. per poi entrare nel cuore del paese di Barga (km 42 – q.450). Vale la pena salire nel punto più alto della città vecchia dove sorge il duomo, gioiello romanico. (é anche un punto molto panoramico)



Lasciato Barga scendiamo, seguendo i segnavia della Via Matildica del Volto Santo, nella valle del Serchio. – Dal paese di Gallicano (km 46 – q.170) entriamo nella stretta valle della Turrite di Gallicano ; All’improvviso ci appare, incastonato nella roccia, l’eremo di Calomini . Svoltiamo a sinistra e affrontiamo l’ultima salita (su asfalto) x raggiungere il paese di Verni (km 53 – q.480) Poco fuori il centro abitato termina la seconda tappa! Agriturismo Summer (ricovero bici , cena, pernottamento e prima colazione) n.b. L’agriturismo dispone di 22 posti letto, i restanti 17 sono in strutture vicine, fermo restando che cena e colazione si faranno tutti insieme.

Tappa 3 : VERNI – LIDO DI CAMAIORE (km 50 – disl. +1300 percorso hard) – (km 52 – disl. +1430 percorso tour)
Anche in questa tappa sono stati approntati due percorsi molto simili nel chilometraggio ma con tempi di percorrenza a vantaggio del secondo perché evitando i tratti + difficili (non solo in discesa) risulta più scorrevole. Le differenze sono 4 e ognuno potrebbe decidere di fare solo alcuni dei tratti difficili. Per un lungo tratto i furgoni non potranno esserci di assistenza, per questo motivo alla partenza verranno distribuiti dei panini (uno a testa). Tuttavia, su entrambi i percorsi, troveremo un rifugio dove rifocillarsi: Rifugio Forte dei Marmi al km 23 sul percorso hard, rifugio Casa Giorgini al km 18,300 sul percorso tour.

Verni (km 0) la prima biforcazione dei percorsi è alla partenza: con il percorso hard si sale a Trassilico (4.5km su asfalto con 210m di dislivello) per poi affrontare una discesa panoramica, ma piuttosto ostica, con tornantini molto stretti, il percorso tour invece scende x asfalto. I tracciati si riuniranno sulla provinciale 59 poco prima del lago di Trombacco.
Seconda biforcazione (loc. Colle del Prato – q.777 – km 22 hard km 18 tour): il percorso hard affronta il tratto più pericoloso della traversata ma anche il più bello. Nel primo km (quello che porta al rifugio Forte dei Marmi), ci sono vari tratti da fare a spinta su scalinata in salita (piuttosto faticosi con la e-bike). I 5 km seguenti portano alla foce di San Rocchino, è un tratto pedalabile solo al 50% e richiede prudenza. Il sentiero è a tratti molto stretto, in prevalenza a mezzacosta e talvolta esposto (non su un baratro, ma su un boscoso ripido pendio). Il percorso tour, a parte i primi 300 metri (lineari) della discesa che porta a Casa Giorgini (in alcuni passaggi bisogna mettere il piede a terra) prosegue su sterrato e asfalto senza problemi se non un dislivello maggiore (290m+ in più in questo tratto).




Terza biforcazione (loc. Foce di San Rocchino – q.801 – km 29 hard km 28 tour) La variante tour evita una discesa molto tecnica ed impegnativa, ma non esposta.
Quarta biforcazione (loc. Casoli – q.372 – km 32 hard km 31 tour) Casoli è un bel paesino pieno di graffiti, la variante tour evita una discesa tecnica, sentiero da evitare in caso di terreno umido, in quanto lastricato con pietre piuttosto scivolose.

Da Candalla (q.200 – km 33 hard – km 35 tour) il percorso diventa unico e senza particolari difficoltà se non il traffico che troveremo avvicinandosi al litorale. LIDO DI CAMAIORE: il bagno LE VELE ci accoglierà per trascorrere qualche ora o qualche minuto (dipende dalla nostra ora di arrivo) sulla spiaggia prima della meritata cena finale di questa ventesima Transappenninica.


Bellissima presentazione Claudio!!!
Complimenti per lo sforzo e fatica che avrai sofferto nel testare le tracce, ma anche nello scrivere questa bella presentazione della 20ma TransApp. Fatica che deve essersi fatta sentire mentre descrivevi l’ultima tappa… 🙄Sembra incompleta come se tu ti fossi addormentato sulla tastiera del PC premendo inavvertitamemte INVIO 🤭🤣
a sabato, Flavio G
Più o meno è andata propio così . Però stasera ho concluso , con fatica, anche la terza tappa e domani comincio a metter roba nella borsa. Dai che andom!