TRANSAPPENNINICA 2017 : sabato 17, ritrovo ore 6,45

scritto da claudio iori creato Domenica, 11 Giugno 2017. pubblicato in Escursioni

la prima non si scorda mai

SABATO 17 GIUGNO : 1° tappa da Vignola a Montese (km 54 - disliv. +1800)         

ore 6,45 Ritrovo presso il parcheggio del Centro Sociale Rosta Nuova in Via Medaglie d'Oro della Resistenza (Reggio Emilia).  OTTIMIZZAZIONE DEL TRASPORTO BICI - BIKER : i partecipanti sono pregati di  1 registrarsi e ritirare la tabella da applicare alla bici (Guido) - 2 caricare la propria bici sul furgone telonato (Claudio) - 3 caricare il bagaglio sull'apposito furgone chiuso (Sandro). Sarebbe opportuno rispettare questo orario e queste indicazioni x la buona riuscita della tappa

 

ore 7,30 Partenza trasferimento da Reggio alla partenza di Vignola

ore 8,30 Scarico bici, foto di rito

ore 9,30 Partenza prima tappa

ore 19,00 Arrivo a Montese, termine prima tappa

ore 20,30 cena.

 

Scaricate le bici nel piazzale della piscina di Vignola con un breve trasferimento ci portiamo nel centro storico. Percorrendo strade contornate da portici raggiugiamo Piazza dei Contrari x la foto di rito prima della partenza;  Dominata dall'antica e possente Rocca, dotata delle torri angolari, di un ponte levatoio e di un'ampia corte.  Meriterebbe una visita più completa, come anche il palazzo Barozzi  sull'altro lato della piazza.   Sotto i portici c'è anche la storica Pasticceria Gollini dove si può gustare l'antica torta Barozzi. Una bomba calorica  con uova, rum, cioccolato, caffè, zucchero, burro..     Provata per voi devo dire che, personalmente, ho apprezzato di più le ciliegie ricoperte di cioccolato.

Finalmente si parte, una pista ciclabile che corre tra il fiume Panaro e preziosi frutteti ci accompagna verso le prime colline. Dopo 4,5 km lasciamo la ciclabile per seguire una strada che si presenta subito asfaltata poi, fortunatamente,diventa sempre più scalcinata fino a diventare sterrata.  Rimanendo un po' più alta  ci permette di avere una visione più ampia della valle. Dalle colline argillose, piuttosto brulle, spiccano x il loro colore le ginestre fiorite e l'ardito campanile di un paese ( Festà) proteso verso il cielo.  Proseguendo un cartello ci indica che siamo entrati nel Parco dei Sassi di Roccamalatina, la strada ritorna a essere asfaltata e con un cambio di direzione abbandona la Valle del Panaro. Cambia anche l'ambiente, ora molto più verde e dominato dal profilo dei Sassi di Roccamalatina.  Profilo che, salendo, cambia curva dopo curva...    Ai Sassi di Roccamalatina (Q520 - Km 18.500 - disl. +480 - ora 11,30) ci aspettano i ragazzi dell'assistenza con frutta fresca e liquidi vari; c'è anche un bar con una terrazza panoramica e chi vuole può salire, a piedi, al Sasso di Sant'Andrea. (l'ingresso prevede un tributo di 3 euro).   Riprendiamo il nostro "viaggio a pedali" e scendiamo nella stretta valle del Rio Tregenda seguendo il sentiero del Carbonaio. Qualche sasso mal messo ci costringe a fare qualche passo a piedi ma superato questo breve tratto il percorso continua facile tra carraie e stradine di collina.   Prima di affrontare uno strappo, breve ma intenso, godiamo di un bel panorama sul paese di Montecorone e sulla ormai lontana pianura. Un'ultima pianta di ciliegie a portata di mano e poi ecco che l'ambiente cambia, i prati lasciano il posto a secolari castagneti; Siamo alle porte di Zocca, il paese di Vasco Rossi e la capitale delle castagne.   Attraversiamo il paese di Zocca (Q758- km 28.500 - disl. +980 ore 14,00?) sfruttando l'isola pedonale. Oltre a negozi di vario genere ci sono numerosi e invitanti bar ( x l'aperitivo quello vicino alla chiesa direi che è il più adatto) Pochi km , una discesina all'ombra e una salitone al sole, ci portano al Monte S. Giacomo (Q840 - km 31,500 - disl.+1080 ore 14,30?)   dove sorgeva un antico ospitale per pellegrini, datato 1186. Nei locali dell'antica costruzione sono stati ricavati un ostello e un museo dedicato alla castagna e al borlengo.   Nel castagneto ci fermeremo per il ristoro e per una breve pausa.       Ripreso a pedalare il percorso continua superando il borgo antico di Dragodena (casa a torre) e l'oratorio di S. Rocco per poi raggiungere un crinale dove il panorama si apre mettendo in mostra le principali cime dell'appennino Modenese - Bolognese, dal Monte Cimone al Corno alle Scale.  Ancora un paio di saliscendi poi attraverso la stretta valle del Rio Canali raggiungiamo il paese di Villa d'Aiano (Q580 - km 44 - disl.+1480 - ore 17,30?)  Mancano 10 km all'arrivo, non banali: la prima parte del percorso entra nel bosco con continui saliscendi poi si sale decisamente con una stradina asfaltata con la possibilità di alcune varianti off road per chi "ne ha ancora" !  E per chi "ne ha ancora" arrivati a Montese (Q840 - km 55- disl.+1800 - ore 19,15?) si può salire al Castello....  oppure scendere all'orrido di Gea ....
L'albergo Fantini servirà la cena alle 20,30!

Menù : antipasto toscano con affettati misti
             primi piatti - ravioli ricotta spinaci burro salvia
                                    maccheroni pistoiesi con ragù di maiale e funghi
             secondi - arrosto misto di arista e rosticciana
                              tagliata di controfiletto rucola e grana
             contorni - patate arrosto con odori
                               insalata mista
             dolci - torta al cacao
                         torta di mele

 N.B. Orari e km puramente indicativi
          Foto di repertorio (prime transappenniniche)

RADUNO GRANDE QUERCIA

scritto da claudio iori creato Sabato, 03 Giugno 2017. pubblicato in Escursioni

RADUNO GRANDE QUERCIA

Domenica 28 Maggio si è svolto il 3° raduno Grande Quercia organizzato dalla Ciclistica Boiardo di Scandiano.     40 km e 1050 metri di dislivello per chi ha affrontato il percorso più lungo che si snodava tra le colline di Rondinara, Pianderna, San Valentino, Rio Rocca e il Monte Evangelo.     Organizzazione ottima, oltre 200 partecipanti, grande caldo, e gradito pasta parti in agriturismo.

                                                                                                                        Il gruppo Off-Road era presente con una "sporca" dozzina di partecipanti premiati con una coppa (di quelle da mangiare).  I generosi partecipanti vogliono dividere con gli altri soci del gruppo la vincita :

Giovedì 8 GIUGNO nel giardino di CLAUDIO (via martiri di Cervarolo 18) vi invitiamo a una cenetta informale : oltre alla coppa, salame di Casina, erbazzone montanaro, gnocco al forno, salvia e se manca qualcosa c'è la pizzeria di fronte......

è GRADITA LA PRENOTAZIONE !  GRAZIE

ANELLO DEL CAVALBIANCO

scritto da claudio iori creato Martedì, 23 Maggio 2017. pubblicato in Escursioni

foto storica : Tour del Cavalbianco 2002

DOMENICA 21 MAGGIO , FOTORACCONTO ANELLO DEL CAVALBIANCO : Partecipanti 25/27 - Km 30 - Dislivello +1200 - Partenza e arrivo a Cerreto Alpi ( q960) - Punto + alto : Passo Pradarena (q 1579)

FOTO COPERTINA : Immagine di un'escursione intorno al Monte Cavalbianco nel lontano 2002.  Anche allora le foglie non mancavano..... L'ambiente è sempre stato " selvatico", con sentieri poco o per niente frequentati dai biker di allora.   Off Road era avanti....; il giro ripetuto per alcuni anni vedeva la partenza e l'arrivo a Ospitaletto di Ligonchio e prevedeva una grigliata finale gestita dal "mitico" Rollo!

FOTO 1 : La partenza da Cerreto Alpi sapientemente guidati da Renato.  SETTE CASE. Sette case addossate e nient'altro: Più due strade di sassi, un cortile che chiamano piazza, e uno stagno e un canale, e montagne fin quanto ne vuoi. (Silvio D'Arzo)

FOTO 2  DISTRAZIONE FATALE : Dopo 3 km di salita e 200 metri di discesa termina il giro del "Pantera" con una stupida caduta che gli ha lasciato diversi segni sul corpo.  Nella foto è curato dal veterinario del paese: pantera- veterinario mi sembra giusto...

FOTO 3 GUADO DEL RIO ACQUA BIANCA : cadere qualche metro prima sarebbe stato il top x il fotoreporter

FOTO 4 VERSO IL PASSO DEL LUPO : Una pausa di riflessione sulla lunga, ripida salita che dal guado di Rialbero porta al Passo del Lupo

FOTO 5 IRON-WOMAN : tra i 25/27 partecipanti (solo la Lucia, forse, sa quanti eravamo) anche qualche giovane promessa e due nuove ragazze che forse non rivedremo più; perché francamente il giro non era dei più facili...

FOTO 6 PRATI DEL MONTE : Una giornata splendida ha reso ancora più bello questo luogo che madre natura ha creato x il piacere degl'occhi

TRA LE ANTICHE BORGATE DI VETTO E LE CASCATE DEL TASSARO

scritto da claudio iori creato Lunedì, 01 Maggio 2017. pubblicato in Escursioni

TRA LE ANTICHE BORGATE DI VETTO E LE CASCATE DEL TASSARO

Sabato 29 Aprile 2017

Lasciate le auto in prossimità del Mulino idraulico di Chichino (q300) cominciamo a pedalare e a prendere quota su una panoramica strada asfaltata che offre bei scorci sulla valle dell'Enza. Nonostante l'orario (sono da poco passate le 14) il clima è piuttosto fresco, in particolare nei tratti in ombra; questo favorisce in parte il nostro ritmo di pedalata con un Maurizio in grande forma a fare l'andatura. Lambiamo il paese di Vetto e proseguiamo, sempre in salita e sempre più ripida, ora pedalando su mulattiere e su antiche vie lastricate; Qui "Wan de Mauri" trova il modo di rompere contemporaneamente un raggio e la catena.  Perdiamo un po' di tempo x ripristinare il mezzo e per ricompattare il gruppo che si era diviso in due .  Toccata quota 770 (il punto più alto del percorso di oggi) praticamente alle sorgenti del Rio Tassaro affrontiamo una discesa che ci porta a raggiungere il borgo di Spigone (q676) dove effettuiamo una sosta x un pezzo di torta e x qualche foto tra somari, oche, pavoni e interessanti edifici medievali articolati a scalare lungo il pendio. Riprendiamo poi il "viaggio" e scendiamo fino a guadare il Rio Tassaro nei pressi del Mulinaccio, seguiamo lo stradello che sormonta di pochi metri il fondo della stretta valle e poi salendo su asfalto arriviamo al borgo di Pineto (q685) con altri bei edifici in sasso, case a torre e una meridiana che ormai in ombra sembra ricordarci che è meglio continuare....Una bella discesa ci riporta a guadare il Rio Tassaro prima di raggiungere il borgo di Scalucchia (q 473) con strutture murarie ed elementi costruttivi asportati dal vicino castello: una pregevole scultura (leone rampante) in arenaria simbolo della famiglia dei Da Padule. Oltrepassato l'abitato una ripida discesa su sentiero (non tutta ciclabile) ci porta alla suggestiva cascata del Rio Tassaro, stretta in una gola tra pareti di arenaria ricoperte da una fitta vegetazione. Purtroppo oggi il Rio non porta una grande quantità di acqua !  Un sentiero che costeggia il piccolo corso d'acqua ci riporta in breve al Mulino di Chichino dove il  Rio Tassaro confluisce nel Tassobbio e dove si trova il nostro punto di partenza. Oggi abbiamo percorso 30 km e superato 1050 metri di dislivello in un piccolo ambiente (la valle del Tassaro)  molto verde e impreziosito dalla presenza di  questi piccoli, antichi, borghi.  Per Raffaele è stato il giro più bello che ha fatto, per il sottoscritto è una bella soddisfazione...

Hanno Partecipato : Claudio, Maurizio, "il Due", "Gp", Stefano, Daniele, Raffaele e Paolo F.

 

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